Consiglio di Stato, Sezione Quarta, sentenza 28 giugno 2016 n. 2921. La minimizzazione del consumo di suolo è obiettivo del legislatore regionale non dequotabile

Ai fini del calcolo del consumo di suolo per superficie urbanizzata s’intende la somma delle superfici esistenti e di quelle programmate con piano attuativo – ad uso residenziale, extraresidenziale, per infrastrutture di mobilità, consumo suoloper servizi ed infrastrutture pubbliche urbane, nonché per attrezzature di interesse generale, ad esclusione dei parchi urbani e territoriali – misurata alla data di adozione dello strumento urbanistico. I parchi urbani e territoriali non rientrano nel concetto di urbanizzazione La “minimizzazione del consumo del suolo” è obiettivo del Legislatore regionale non dequotabile.

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Consiglio di Stato, Sezione Terza, sentenza 17 giugno 2016 n. 2684. Se l’offerta economica è incompleta non è possibile invocare il soccorso istruttorio.

Negli appalti pubblici, vige il divieto per l’Amministrazione, sia a seguito di dichiarazioni correttive del partecipante, sia in conseguenza della sua attività interpretativa volta a riscontrare la reale volontà dell’offerente, di sottoporre l’offerta ad operazioni manipolative e di adattamento non previste nella lex specialis della procedura, restando altrimenti violata la par condicio dei concorrenti e l’affidamento da essi riposto nelle regole di gara per modulare la rispettiva offerta, nonché il principio di buon andamento, speditezza e trasparenza dell’azione amministrativa, in quanto la procedura ne risulterebbe caratterizzata da incertezze e rallentamenti, con conseguente incidenza sulla sostanza e non solo sulla forma.appalto partecipzione In sede di valutazione dell’offerta economica, non è ipotizzabile la richiesta di chiarimenti da parte della stazione appaltante perché, a mente dell’art. 46, comma 1, del d. lgs. n. 163 del 2006, è possibile attivare il rimedio del c.d. soccorso istruttorio per completare dichiarazioni o documenti già presentati (senza però introdurre documenti nuovi) solo in relazione ai requisiti soggettivi di partecipazione dell’impresa, mentre quel rimedio non può invece essere utilizzato per supplire a carenze dell’offerta o a radicali omissioni dichiarative; sicché non può essere consentita al concorrente negligente la possibilità di completare l’offerta successivamente al termine finale stabilito dal bando, salva la rettifica di semplici errori materiali o di refusi, pena la violazione del principio di par condicio tra i partecipanti alla gara.

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Consiglio di Stato, Sezione Sesta, sentenza 16 giugno 2016 n. 2652. L’imposizione di un vincolo culturale su un bene richiede la chiara individuazione di esso e non si estende ai beni pertinenziali.

L’imposizione di un vincolo culturale su un immobile da parte della Sopraintendenza per i beni architettonici richiede che la volontà della pubblica amministrazione, in considerazione della limitazione apportata alla proprietà privata, debba essere chiaramente esternata.vincoli beni storici Nell’interpretazione degli atti amministrativi assume valenza prioritaria il criterio letterale da cui si ricava la portata del vincolo che deve puntualmente individuare il bene ad esso assoggettato. Gli altri elementi esterni all’atto possono costituire un valido ausilio ermeneutico soltanto nel caso in cui sussistano dubbi in ordine al contenuto dell’atto stesso che, in mancanza, non sono idonei a dimostrare la valenza estensiva del vincolo ad altri beni pertinenziali.

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Consiglio di Stato, Sezione Sesta, sentenza 14 giugno 2016 n. 2570. L’obbligo di iscrizione all’Enasarco si estende ai collaboratori delle società di mediazione creditizia.

L’iscrizione obbligatoria all’Enasarco di tutti gli agenti e rappresentanti di commercio di cui agli articoli 1742 e 1752 c.c. (artt.2 e 5 della legge n. 12 del 1973) si estende ai collaboratori delle società di mediazione creditizia che svolgono un’attività di promozione finalizzata alla conclusione degli affari del mediatore creditizio stesso e, per tale ragione, sono legati ad esso da un rapporto di agenzia.mediatori creditizi Al riguardo, non va confusa l’attività svolta dal mediatore creditizio – riservata  unicamente alle società per azioni, alle società in accomandita per azioni, alle società a responsabilità limitata e alle società cooperative, iscritti in un appositi elenco tenuto dall’organismo previsto dall’articolo 128-undecies d.lgs. 385/1993, che abbiano sede legale amministrativa in Italia – da quella svolta dal collaboratore del mediatore creditizio. Questi ultimi, in quanto persone fisiche, non possono per legge essere iscritti nello stesso elenco.

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Consiglio di Stato, Sezione Quinta, sentenza 13 giugno 2016 n. 2531. L’escussione della cauzione discende direttamente dall’esclusione del concorrente anche se interviene l’aggiudicazione provvisoria.

Negli appalti pubblici, l’incameramento della cauzione previsto dall’art. 75, comma 6, d.lgs. n. 163 del 2006, è la conseguenza ex lege dell’esclusione per riscontrato difetto dei requisiti da dichiarare, senza che sia necessaria la prova di colpa nella formazione delle dichiarazioni presentate, come conseguenza automatica della violazione dell’obbligo di diligenza gravante sull’offerente. offerta appalti
Si tratta di una misura autonoma e ulteriore rispetto all’esclusione dalla gara ed alla segnalazione all’Autorità di vigilanza, che si riferisce, mediante l’anticipata liquidazione dei danni subiti dall’Amministrazione, a un distinto per quanto connesso rapporto giuridico fra quest’ultima e l’imprenditore (tanto che si ammette l’impugnabilità della sola escussione se ritenuta realmente ed esclusivamente lesiva dell’interesse dell’impresa). L’incameramento della cauzione non riveste carattere sanzionatorio amministrativo nel senso proprio: non ha infatti né carattere reintegrativo o ripristinatorio di un ordine violato, né di punizione per un illecito amministrativo previsto a tutela di un interesse generale. Né può essere condizionato dall’intervenuta aggiudicazione provvisoria dell’appalto, perché essa, in ragione dell’essenziale funzione di garanzia della serietà e attendibilità dell’offerta e del patto d’integrità, copre tutte le ipotesi i cui sono addebitati al concorrente la mancata sottoscrizione del contratto e il mancato perfezionamento dei suoi presupposti procedimentali, quali l’aggiudicazione provvisoria e quella definitiva.

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Consiglio di Stato, Sezione Terza, sentenza 10 giugno 2016 n.2497. La Stazione Unica Appaltante è l’unica diretta responsabile della procedura e legittimata passiva, in via esclusiva, in sede contenziosa.

La Stazione Unica Appaltante (SUA) Calabria è il soggetto aggregatore che si occupa dell’intero procedimento ad evidenza pubblica, dalla predisposizione degli atti di gara, fino all’aggiudicazione definitiva ai sensi della L.R. Calabria n. 26 del 7 dicembre 2007 e art. 2 del Regolamento di organizzazione della stessa SUA,  residuando in capo alla amministrazione erogatrice (Regione, enti regionali, aziende sanitarie, enti convenzionati) delle prestazioni la sola stipulazione del contratto.centrale di committenzaL’esercizio dei poteri da parte della SUA per conto delle Aziende Sanitarie è obbligatorio (art. 1, comma 1, L.R. n. 26/07): la SUA agisce per conto dell’azienda sanitaria mediante delega ex lege; il bando di gara – ai sensi e per gli effetti dell’art. 3 comma 34 del D.Lgs. 163/06 – individua la SUA come « amministrazione aggiudicatrice», senza fare alcun riferimento alla ASP, che è esclusivamente la beneficiaria della procedura, posta in essere dalla centrale di committenza. In caso di gara indetta e gestita in via esclusiva da una centrale di committenza in base ad una delega irrevocabile (come nel caso di specie, in cui sussiste l’obbligo ex lege di avvalersi dell’organismo aggregatore) – tale centrale è l’unica e diretta responsabile della procedura. Le aziende sanitarie non sono parti necessarie del giudizio neppure in ordine alla domanda di dichiarazione di inefficacia dei contratti e di subentro negli stessi, essendo sufficiente la partecipazione al giudizio della Regione.

Sul tema: SDANGANELLI, La Stazione Unica Appaltante nella regione Calabria,  in Lexitalia 2008, n.2.

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