Consiglio di Stato, Sezione Quarta, sentenza 5 aprile 2018 n.2122

L’Adunanza Plenaria, ai sensi dell’art. 99, comma 1, c.p.a., è chiamata a pronunziarsi: a) sul carattere tassativo delle ipotesi di annullamento con rinvio di cui all’art. 105 c.p.a., ovvero, ove se ne riconosca la natura di clausola generale, individuare i criteri che devono guidare il giudice nell’attività di interpretazione dei fatti processuali, onde qualificarli come cause di annullamento con rinvio; b) se l’erronea declaratoria di inammissibilità consiglio stato internodel ricorso per difetto di interesse debba (o possa) essere ricompresa nella categoria della lesione dei diritti della difesa, come perdita del  doppio grado di giudizio nel merito, con conseguente annullamento della sentenza con rinvio al primo giudice; c) se ed entro quali limiti e secondo quali criteri possa riconoscersi al giudice di secondo grado il potere di sindacare il contenuto della motivazione della sentenza impugnata, al fine di riqualificare il (formale) dispositivo di declaratoria di inammissibilità per carenza di interesse in un (sostanziale) accertamento della violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato (art. 112 c.p.c.) o dell’obbligo di motivazione (artt. 74 e 88 c.p.a.), intesa – questa – come elemento essenziale della sentenza, rispetto all’oggetto del processo; d) se dette ultime ipotesi costituiscano  rispettivamente, lesione dei diritti della difesa o ipotesi di nullità della sentenza, ai sensi dell’art. 105, comma 1, c.p.a.

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Tribunale Amministrativo Regionale Puglia, Sezione Terza, Bari, sentenza 27 luglio 2017 n. 869

Un accordo transattivo finalizzato a porre termine ad una complessa controversia avente ad oggetto la contestazione di una variante al piano di zona, ha natura sostitutiva dei relativi provvedimenti amministrativi con la conseguenza che sono riconducibili al genuspiano di zona degli accordi sostitutivi  di cui all’art. 11 legge n. 241/1990. Le controversie in materia di formazione, conclusione ed esecuzione degli accordi suddetti sono riservate alla giurisdizione esclusiva del Giudice amministrativo con estensione della cognizione del G.A. alle controversie avente ad oggetto sia la risoluzione della convenzione per inadempimento della P.A., sia la condanna di quest’ultima al risarcimento del danno. Qualora sia pattuito un termine essenziale ex art.1457, c.c., per l’adempimento degli obblighi derivanti dai menzionati atti transattivi, la risoluzione del contratto opera di diritto, prescindendo dall’indagine in ordine all’importanza dell’inadempimento, che è stata anticipatamente valutata dai contraenti, dovendo in tal caso il giudice limitarsi ad accertare la sussistenza e l’imputabilità dell’inadempimento.

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Consiglio di Stato, Sezione Quinta, sentenza 28 ottobre 2016 n.4553. In un appalto integrato di progettazione e lavori, le relazioni specialistiche, ivi compresa la relazione geologica, devono essere elaborate a cura dei concorrenti in sede di offerta tecnica, a pena di esclusione, se l’obbligo specifico sia imposto dal bando.

Gli operatori concorrenti ad una procedura di affidamento di un appalto integrato di progettazione e lavori devono allegare al progetto esecutivo presentato in sede di gara la relazione geologica se contenente integrazioni o modifiche alla corrispondente relazione facente parte del progetto definitivo posto a base di gara. Ragioni riconducibili alla osservanza del principio di certezza e sicurezza giuridica di derivazione sovranazionale impongono che,geologo in caso di modifiche o integrazioni di tale rilievo, l’esclusione dalla gara può essere giustificata non già dall’integrazione della lex specialis ad opera di quella regolamentare contenuta nell’art.35, d.P.R. n. 207 del 2010 e relativa ai livelli di progettazione in materia di appalti pubblici di lavori, ma per la carenza di un elemento essenziale dell’offerta. L’individuazione di requisiti di partecipazione alla gara deve essere svolta sulla base di previsioni contenute nel bando, e non all’esito di indagini di ordine sostanziale sui contenuti delle prestazioni oggetto del contratto d’appalto con esiti contrastanti con i principi europei di certezza.

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