Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 23 febbraio 2015, n. 874. Il DURC non può essere regolarizzato in sede di gara d’appalto

appalto durcCostituendo causa di esclusione dalle gare di appalto le gravi violazioni alle norme in materia previdenziale e assistenziale, la nozione di  ”violazione grave” non è rimessa alla valutazione caso per caso della stazione appaltante, ma si desume dalla disciplina previdenziale, e in particolare dalla disciplina del documento unico di regolarità contributiva. Ne consegue che la verifica della regolarità contributiva delle imprese partecipanti a procedure di gara per l’aggiudicazione di appalti con la P.A. è demandata agli istituti di previdenza, le cui certificazioni (DURC) si impongono alle stazioni appaltanti, che non possono sindacarne il contenuto.

testo integrale Continua a leggere

Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 23 febbraio 2015, n. 883. Competenza dei geometri ed opere in cemento armato.

cemento armatoLa competenza professionale dei geometri ricomprende le costruzioni in cemento armato solo relativamente a opere con destinazione agricola, che non comportino pericolo per l’incolumità delle persone, mentre per le costruzioni civili, che adottino strutture in cemento armato, sia pure modeste, ogni competenza è riservata, ai sensi del r.d. 16 novembre 1939, n. 2229, agli ingegneri e agli architetti iscritti all’albo, con conseguente nullità del contratto d’opera professionale intercorso con un geometra, che abbia avuto ad oggetto una costruzione per civile abitazione, il cui progetto abbia richiesto l’adozione anche parziale dei calcoli in cemento armato. Continua a leggere

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 24 febbraio 2015, n. 3598. Effetti processuali della transazione e pronunzie decisorie.

contratto 2Nella transazione novativa si verifica l’estinzione del rapporto preesistente e la sostituzione di esso con altro oggettivamente diverso per contenuto e fonte costitutiva; nella transazione semplice rimangono fermi il precedente rapporto e la relativa fonte, ma si introducono mutamenti dell’assetto sostanziale dei diritti e degli obblighi che sul piano processuale si configurano come fatti modificativi, impeditivi o estintivi del diritto azionato. L’una e l’altra forma di transazione eliminano la posizione di contrasto fra le parti e fanno venire meno l’interesse delle stesse ad una pronuncia sulla domanda come proposta o come evolutasi in corso di causa, correlativamente determinando l’inutilità della pronuncia medesima. Mentre la declaratoria di cessazione della materia del contendere è in effetti una pronunzia processuale di sopravvenuta carenza di interesse, inidonea a formare il giudicato sostanziale, ma solo processuale, limitandosi tale efficacia di giudicato, appunto, al solo aspetto del venir meno dell’interesse alla prosecuzione del giudizio, la decisione sulla rilevanza e sul contenuto della transazione costituisce un rigetto nel merito della domanda, impedita appunto dalla transazione (novativa o semplice che sia) Continua a leggere

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 20 febbraio 2015, n. 3384. La Regione risponde dei danni provocati ad un’autovettura da un cinghiale.

La Regione, anche in caso di delega di funzioni alle Province, è responsabile, ai sensi dell’art. 2043 c. c., dei danni provocati da animali selvatici (nella fattispecie, un cinghiale in attraversamento di una strada)  a persone o a cose, il cui risarcimento non sia previsto da specifiche norme, a meno che la delega non attribuisca alle Province  cinghialeun’autonomia decisionale ed operativa sufficiente a consentire loro di svolgere l’attività in modo da poter efficientemente amministrare i rischi di danni a terzi e da poter adottare le misure normalmente idonee a prevenire, evitare o limitare tali danni.

testo integrale Continua a leggere

Corte di Cassazione, sez. VI Civile, ordinanza 19 febbraio 2015, n. 3297

 

buca stradaleSe la buca stradale non è apparentemente profonda, l’evento dannoso deve essere ascritto ad esclusiva colpa del danneggiato senza che abbia rilievo l’art.1227 cod.civ., in quanto, in tema di responsabilità ex art. 2051 cod. civ. , nei casi in cui il danno non sia l’effetto di un dinamismo interno alla cosa, scatenato dalla sua struttura o dal suo funzionamento (scoppio della caldaia, scarica elettrica, frana della strada o simili), ma richieda che l’agire umano, ed in particolare quello del danneggiato, si unisca al modo di essere della cosa, essendo essa di per sé statica e inerte, per la prova del nesso causale occorre dimostrare che lo stato dei luoghi presentava un’obiettiva situazione di pericolosità, tale da rendere molto probabile, se non inevitabile, il danno.

testo integrale Continua a leggere

Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 12 febbraio 2015, n. 748. L’annullamento dello scioglimento degli enti locali per mafia non comporta il risarcimento dei danni in favore degli amministratori.

Nel caso di annullamento giurisdizionale di un provvedimento di scioglimento di ente locale per infiltrazione mafiosa, agli amministratori colpiti dall’atto restrittivo non spetta il risarcimento dei danni per la perdita dell’indennità di Sindaco e delle indennità per le cariche che avrebbe potuto assumere, nonché dei danni arrecati all’attività professionale, all’onore, alla reputazione, all’immagine, alla possibilità di carriera politica, alla vita familiare e alle relazioni sociali, nonché per sofferenze fisiche e psichiche. Invero, manca la colpa dell’Amministrazione, il cui comportamento devesindaci essere valutato nella contingenza e nella doverosità di sovvenire a esigenze di celerità, quindi al momento dell’emanazione del provvedimento, e non emergono elementi che denotino mala fede o gravi irregolarità o riprovevoli o poco commendevoli mancanze né un manifesto intendimento volto a nuocere l’interessato, posto che il provvedimento- basato su valutazioni altamente discrezionali di elementi e fatti anche avulsi da singoli addebiti personali o da risultanze e indagini penali, talvolta non univoci ma che nel loro insieme evidenziano, per il loro valore indiziario, un plausibile quadro sintomatico – non intende reprimere la posizione dei singoli ma a salvaguardare la P.A.

testo integrale Continua a leggere