Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale della Calabria, sentenza 20 aprile 2016, n.93. L’assenteista risponde del danno materiale ed all’immagine procurato all’amministrazione. Il suo controllore che ha tentato di coprirlo con un la falsa concessione di un periodo di ferie, concorre nel danno in via sussidiaria.

Nel caso di dipendente assenteista, oltre al danno rappresentato dall’importo degli assegni indebitamente percepiti, può venire in evidenza anche il danno non patrimoniale, arrecato al prestigio ed all’immagine della pubblica amministrazione dal suo comportamento doloso. Per la valutazione di detta ultima voce di danno da immagine, da effettuarsi equitativamente ai sensi dell’art. 1226 cod. civ., devono essere congiuntamente seguiti, secondo la giurisprudenza prevalente, tre criteri: oggettivo (che considera la gravità dell’illecito in riferimento agli effetti sull’azione amministrativa), soggettivo (che tiene conto della posizione  rivestita all’interno dell’ente) e sociale (relativo al clamore suscitato nell’opinione pubblica locale dai fatti in questione ed all’impressione che esso ha suscitato nell’opinione pubblica). assenteismoSe al danno erariale vi abbia concorso il soggetto che abbia controfirmato la domanda di ferie, rivelatasi falsa, al solo scopo di assicurare copertura all’assenteista, la responsabilità del concorrente ha natura sussidiaria da perseguire secondo un ordine di escussione, per cui la sentenza di condanna deve essere eseguita prima nei confronti del debitore principale e, poi, solo in caso di mancata realizzazione del credito erariale, nei confronti del debitore sussidiario nei limiti della somma al pagamento della quale questi è stato condannato.

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Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici: il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa costituisce la regola; quello del prezzo più basso previsto per i lavori fino a 1.000.000 di euro non è libero ma è soggetto a puntuale motivazione.

Antonello Sdanganelli

Brevi riflessioni sui criteri di aggiudicazione dell’appalto nel nuovo Codice dei Contratti.

All’indomani dell’entrata in vigore del Codice dei contratti pubblici approvato con decreto legislativo 19 aprile 2016, n.50, non poche sorprese ha suscitato il testo dell’art.95 (Criteri di aggiudicazione dell’appalto), iofferta economic vantaggiosal cui contenuto, mantenendo un varco aperto al criterio del prezzo più basso, sembra tradire talune intenzioni di irremovibile rinnovamento espresse lungo il suo procedimento di formazione.

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Il Codice dei Contratti Pubblici: seminario di studi.

Il 22 aprile a Lamezia Terme, si è svolto il primo di una serie di seminari, organizzati da un’istituto regionale di formazione pubblica, dedicata al Codice dei Contratti Pubblici, approvato con decreto legislativo n.50 del 19 aprile 2016, immediatamente in vigore. La platea era affollata di dirigenti e funzionari degli enti locali attenti e preoccupati dalla necessità di comprendere immediatamente le novità contenute nel Codice da tradurre in atti operativi che investono gli interessi di imprese e cittadini. appalti pubbliciSono stati trattati dal relatore, avv. Antonello Sdanganelli, alcuni temi riferiti: alla semplificazione normativa che esclude dal testo principale il collegamento con un successivo regolamento esecutivo, sostituito dalla tecnica delle linee guida dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione ANAC, espressione di soft law; al ruolo del Responsabile Unico del Procedimento che si arricchisce di poteri di controllo più incisivi; alla innovativa disciplina dei contratti sotto soglia che ha soppresso, incorporandola, la specie antevigente dei contratti in economia.

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 5 aprile 2016, n. 6540. Non c’è diffamazione nell’esposto di un dirigente scolastico per la punizione disciplinare di un dipendente, privo di critiche virulente, attacchi personali e fatti totalmente inventati.

E’ privo di contenuto diffamatorio e, dunque, pregiudizievole ai fini risarcitori, l’esposto di un dirigente scolastico diretto ad eccitare i poteri disciplinari nei confronti del denunciato, dipendente da altra amministrazione (nella specie, il Comune), in quanto esente da critiche virulente o attacchi personali, di fatti totalmente inventati ovvero reputati veri sulla base di un’irragionevole e preconcetta ricostruzione della realtà, diretti a colpire la figura morale del soggetto criticato.procedimento disciplinare Benchè i fatti di rilievo disciplinare annotati a carico del dipendente siano stati poi ridimensionati quanto a tempi e modalità di accadimento, l’esposto del dirigente è rispettoso dei canoni della continenza e della rilevanza sociale dell’informazione che, in caso contrario, avrebbe condotto all’argumentum ad nomine , ossia nella condotta dell’agente che trasmodi in aggressioni gratuite, non pertinenti ai temi in discussione e solo intese a screditare l’avversario mediante la evocazione di una sua presunta indegnità od inadeguatezza personale, piuttosto che a criticarne i programmi e le azioni.

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Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria, Catanzaro, sez. 2^, sentenza 5 aprile 2016 n. 690 e n.691. La revoca dell’assegnazione di lotti ricompresi in un piano per gli investimenti produttivi deve rispettare rigorosamente le clausole del bando che disciplina i rapporti fra ente ed imprenditore assegnatario.

In caso di revoca dell’assegnazione di lotti ricompresi in piano per gli investimenti produttivi (P.I.P.), l’amministrazione comunale deve verificare la posizione dell’assegnatario, cui era stato contestato il mancato pagamento di una rata del corrispettivo del terreno, alla stregua delle norme del bando le cui clausole sono soggette a criteri di stretta interpretazione, osservando canoni di correttezza e buona fede.lavori ediliziNon può considerarsi rinunciatario rispetto all’assegnazione l’imprenditore intimato dall’ente a compiere una prestazione – pagamento del corrispettivo – secondo modalità estranee al bando.

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