Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Sezione Prima, sentenza 13 aprile 2017 n. 2069

Ragioni riconducibili al criterio di stretta interpretazione delle fonti – tenuto conto dei valori e degli interessi che le stesse mirano a tutelare – ed all’indubbio rilievo costituzionale della libertà d’iniziativa economica nelle diverse forme in cui essa si esplica, che non tollera, quindi, limitazioni se non al fine di contemperamento con altri interessi di pari rilievo costituzionale e, comunque, per espressa previsione di legge, inducono a ravvisare l’insussistenza di un obbligo, a carico dell’impresa iscritta nella cd. white list, di comunicazione all’autorità prefettizia delle variazioni attinenti alla persona del direttore tecnico. verifica antimafiaTale onere è ragionevolmente imposto solo in caso di modifiche incidenti sulla governance dell’impresa commerciale – relative all’assetto proprietario e degli organi sociali – di regola maggiormente sintomatiche di un’attrazione dell’attività economica nella sfera di condizionamento della criminalità organizzata, laddove le ulteriori modifiche intervenute nell’apparato organizzativo dell’impresa – ai fini della legislazione antimafia –  possono comunque essere agevolmente verificate d’ufficio mediante accesso alla banca dati della Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato competente.

massima di Gloria Sdanganelli ©

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Consiglio di Stato, Sezione Quarta, sentenza 24 marzo 2017 n. 1326

In sede di adozione di un nuovo strumento urbanistico, salvo i casi in cui esso incida su zone ben circoscritte ledendo legittime aspettative, la motivazione non può soffermarsi su ogni singola previsione (o zonizzazione), ma risulta soddisfatta con l’indicazione dei profili generali e dei criteri che sorreggono le scelte effettuate, senza necessità di approfondimenti argomentativi puntuali e mirati, per cui, ove la destinazione di un’area muti per effetto di un nuovo strumento urbanistico generale che ha impresso una nuova e complessiva definizione del territorio comunale, si tratta non della disciplina di una singola area, ma dell’organico disegno di governo del territorio da parte dell’ente locale.piano regolatoreIl rilascio della concessione edilizia in sanatoria ex artt. 31 e ss. della l. 28 febbraio 1985 n. 47 o dei successivi condoni, da un lato, rende legittimo l’edificio che era abusivo sotto i profili strutturali o funzionali, ma, dall’altro, non conferisce nessun ulteriore automatico beneficio o vantaggio, attuale e potenziale al soggetto che l’ha chiesto. L’istituto del condono edilizio mira ad adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, con il rilascio di un titolo che consenta l’ulteriore utilizzazione di un edificio realizzato in tutto o in parte in modo abusivo, ma non può ex se legittimare ulteriori lavori o attività eccedenti la situazione in atto, né rendere automaticamente edificabile tutta la zona in cui le opere sanate insistono (al di là di piani di recupero per ricostruire il tessuto urbano compromesso da tali abusi). Né a più forte ragione può ritenersi mutata la relativa normativa urbanistica e consentirsi ex novo il mutamento di una destinazione difforme da quella in atto ovvero lo svolgimento di qualsivoglia attività economica o imprenditoriale diversa da quella a suo tempo cristallizzata dal provvedimento di condono..

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