Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte, Sezione Seconda, sentenza 12.12.2017 n. 1356

Accertata l’illegittimità dell’operato della commissione esaminatrice per mancata  valutazione di alcuni titoli professionali in favore del candidato, meritevole, invece, di conseguire un punteggio maggiore per il titolo professionale dedotto nella domanda di concorso, concorso pubblicoil punteggio denegato può essere determinato in sede giudiziaria attingendo ad un criterio di ragionevolezza, stante l’impossibilità giuridica – oltre che l’inopportunità – di demandare alla commissione esaminatrice l’onere di determinare, ora per allora, a procedura concorsuale già conclusa, il punteggio attribuibile ai titoli professionali. La fondatezza della pretesa del candidato ricorrente determina, oltre all’annullamento del provvedimento impugnato, l’accertamento del diritto del ricorrente di conseguire, quale vincitore del concorso, l’assunzione presso l’Autorità resistente nel posto oggetto della procedura concorsuale.

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Tribunale di Monza, Sezione Lavoro, sentenza 12 settembre 2017 n.329

A fronte del reinserimento nella graduatoria provinciale ad esaurimento (GAE)  in forza di sentenza confermata in appello, il docente ha diritto a partecipare alla fase C del piano di assunzione straordinario previsto dalla Legge 107/15, per il quale ha inviato la domanda in forma cartacea, classeatteso che, alla data di entrata in vigore della legge, era da intendersi soggetto iscritto a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento, per effetto del provvedimento di ottemperanza del MIUR che lo inseriva con decorrenza dall’anno 2014. Di conseguenza il MIUR va condannato a emanare tutti gli atti necessari per il riconoscimento del diritto del ricorrente a essere individuato quale destinatario di proposta di stipula di un contratto a tempo indeterminato, per la classe di concorso Scuola Primaria, in relazione alle immissioni in ruolo disposte nell’anno scolastico 2015/2016 nella fase C del piano varato con la legge 107/2015, con decorrenza dall’1.9.2015.

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Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Prima Quater, ordinanza 14 settembre 2017 n. 4671

L’esclusione dal concorso pubblico per l’assunzione nelle forze di polizia, per il mancato raggiungimento dell’altezza minima prevista dal bando, è illegittima per contrasto con l’art. 1, comma 2, l.12.1.2015 n.2 ed art.4, comma 2, D.P.R. n.207/2015 in correlazione con l’art.3 Cost , per manifesta discriminatorietà della prescrizione che implica la necessità di una interpretazione e di un’applicazione altezza minimacostituzionalmente conforme del quadro normativo, da considerare immediatamente operativo e non differibile. La sopravvenuta invalidità della disposizione del bando regolatrice dei limiti di altezza – da trattare con la misura dell’annullamento giudiziale – genera effetti caducanti sull’impugnato provvedimento di inidoneità fisica ed esclusione dal concorso, per la rilevata disarmonia rispetto al precetto costituzionale di non discriminazione in base alle caratteristiche fisiche, ove la stessa non possa essere giustificata da specialissime ragioni – non contemplate nell’atto impugnato –  e rispetto al principio cogente imposto dalla norma superveniens. In accoglimento dell’istanza cautelare si ordina l’ammissione con riserva della ricorrente nel concorso.

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Tribunale di Monza, Seziona Lavoro, giudice Stefanizzi, sentenza 12 settembre 2017 n.306

Nella formazione della graduatoria per la mobilità nazionale dei docenti Fase C il meccanismo seguito dal Ministero nell’individuazione della sede di destinazione avverrebbe in modo sostanzialmente casuale, dipendendo essenzialmente dall’ordine indicato dal docente nella domanda, con il rischio concreto che docenti con punteggio più alto trovino collocazione deteriore rispetto a docenti con punteggio più basso e conseguente violazione del principio di imparzialità di cui all’art.97 Cost., principio fatto proprio dall’art. 28 d.p.r. 487/1994, trasferimenti buona scuolain base al quale nei procedimenti concorsuali della P.A. va prioritariamente accontentato chi ha un punteggio maggiore. E’ obbligo del giudicante favorire l’interpretazione conforme a Costituzione, non potendosi trascurare il rango costituzionale il principio meritocratico nel pubblico concorso discendente dagli artt. 3, 51 e 97 Cost. Tale principio implica che a maggior punteggio corrisponda maggior favore. Il principio del merito informa in generale qualsiasi procedura concorsuale (anche applicata alla mobilità) e, quindi, il criterio del punteggio resta comunque prioritario rispetto a quello dell’ordine delle preferenze, per cui (in assenza di titoli di precedenza) per ciascuna preferenza indicata prevale l’aspirante con il punteggio più elevato.

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Consiglio di Stato, Sezione Quinta, sentenza 5 aprile 2017 n. 1599

Il rapporto sorto con un comune in forza di una convenzione per l’espletamento di compiti tecnici attinenti ad eventi straordinari – sisma del 1980 –  prestati senza soluzione di continuità per 36 ore settimanali, con carattere di esclusività, con stabile inserimento nella struttura organizzativo-burocratica dell’ente con rispetto dell’orario imposto, rivela i tratti distintivi di un’attività lavorativa di carattere subordinato, svolta in regime di pubblico impiego.geometra L’incardinamento  in seno all’organizzazione amministrativa comunale e il suo assoggettamento al vincolo di subordinazione gerarchica esclude la sussumibilità delle prestazioni effettivamente rese in favore del comune nell’ambito del rapporto libero – professionale (locatio operis), specificamente connesso all’attività tecnica richiesta, configurandosi esse piuttosto come locatio operarum e cioè come energie lavorative direttamente poste a disposizione dell’ente comunale per il perseguimento dei suoi fini, sotto la direzione ed il controllo dei relativi organi di vertice. Essendo il rapporto comunque nullo in quanto instaurato al di fuori dei parametri legislativi che, nel rispetto dell’art. 97, comma 3 della Costituzione, regolano l’accesso al pubblico impiego tramite concorso, tuttavia al lavoratore spettano, ai fini economici, la regolarizzazione previdenziale della sua posizione e la corresponsione delle differenze retributive tra quanto erogato per effetto della convenzione ed il trattamento economico previsto dagli accordi collettivi in vigore per la qualifica corrispondente, il tutto con interessi legali e rivalutazione monetaria.

massima di Gloria Sdanganelli ©

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TAR Abruzzo, L’Aquila, sez.I, decreto monocratico n. 190 del 12.8.2016

Con il provvedimento cautelare indicato in epigrafe il Tar Abruzzo ha sospeso: il decreto n. 2884 del 5 maggio 2016 del Direttore Generale dell’USR Abruzzo di nomina della commissione esaminatrice del concorso per esami e titoli per il reclutamento di docenti per la scuola primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado e per gli istituti educativi, indetto con decreto del direttore generale del Ministero dell’istruzione n. 106 del 23 febbraio 2016; del verbale n. 8 del 30 giugno 2016; del verbale n. 10 del 30 giugno 2016 pubblicato in data 5 luglio 2016 sul portale istituzionale www.abruzzo.istruzione.it con cui si è proceduto alla ammissione alle prove orali dei candidati controinteressati; i verbali della Commissione esaminatrice e della graduatoria finale con l’elenco degli ammessi alla prova orale; dell’eventuale decreto dell’USR dell’Abruzzo con cui si è proceduto all’approvazione della pubblicazione degli ammessi alla prova orale.